Jalandhara Bandha

Jala in sanscrito può essere tradotto con corso d’acqua, una massa di liquido che fluisce. Il termine dhara invece indica una rete, ma anche il concetto di trattenere, intrappolare.

Per pjala1raticare Jalandhara Bandha correttamente è necessario aprire bene il petto e lo sterno, allungare la schiena e collocare il mento nella forca dello sterno, tra le clavicole. In tal modo si realizza una delle condizioni basilari di Jalandhara, l’estensione della zona cervicale, assicurando una compressione quasi ideale a livello della zona del collo.

Con questa chiusura un particolare flusso di energia viene imprigionato nel plesso cervicale, evitandone la dispersione e favorendone invece la canalizzazione in shushumna, il condotto centrale energetico, di cui si paerlerà in un altro articolo.

Jalandhara bandha può essere quindi descritto come un gesto che imprigiona un fitto gruppo di nervi e di vasi. Il flusso liquido invece, a diversi livelli di sottilità, sjalandhara bandhai riferisce tanto al sangue quanto alla linfa, quanto all’energia, cui viene impedito di scendere verso la gola e oltre.

La pratica corretta di questo bandha stimola la tiroide e la paratoroide, dirige il flusso dell’energia pranica direttamente verso il cuore,  sigilla l’aria nel torace e stira la regione cervicale della colonna, stimolando il quinto chakra all’altezza della gola, il Vishuddha chakra.

 

 

 

Uddiyana Bandha

 

La parola sanscrita uddiyana significa sollevare o volare alto, che, accompagnata dal termine bandha, ci da l’idea di una chiusura che obbliga la risalita del diaframma verso il petto.

Da un punto di vista energetico, uddiyana bandha permette all’energia di risalire lungo sushumna nadi (il condotto centrale energetico, che corrisponde al midollo spinale e di cui parleremo in un altro articolo), risvegliando tutti i chakra. Per questo motivo nello Hatha Yoga Pradipika uddiyana viene considerato il migliore fra i bandha. 

All’inizio il modo migliore per approcciarsi alla tecnica è portandosi in piedi, flettendo un poco le gambe e appoggiando le mani sulle ginocchia o sulle cosce.
Dopo di che si effettua un’espirazione profonda, avendo cura di buttare fuori tutta l’aria, usando anche la bocca per facilitare l’operazione. A questo punto si effettua una pseudo-inspirazione, in modo che l’aria non penetri nei polmoni, ma il torace si espanda come in un’inspirazione normale.
Il diaframma, di conseguenza, si solleva e tutto l’addome è come risucchiato contro la spina dorsale, assumendo così un aspetto concavo.
La posizione flessa del corpo rende più accentuata questa cavità (ricuddiyana-bandha-300x183ordiamoci che nell’inspirazione normale il diaframma si abbassa quando il torace si espande: durante uddiyana bandha, invece, il diaframma si innalza).
Si tiene quindi la posizione fino a che non si sente uno forte stimolo ad inspirare, abbandonando così il bandha e effettuando una normale inspirazione.

Questa tecnica provoca bradicardia sinusale, ovvero una riduzione della frequenza cardiaca. Durante l’esecuzione inoltre, la parte lombare della colonna vertebrale viene stirata, mentre la parte sacrale viene spinta verso l’alto, dando sollievo alla schiena.Tutto l’addome viene strizzato come una spugna, gli organi interni vengono stimolati nelle loro funzioni e rivitalizzati e questo aiuta a prevenire o a ridurre un gran numero di disturbi tra cui costipazione, indigestione, coliti, purché non siano in forma grave.
Uddiyana bandha inoltre aiuta i muscoli addominali a mantenere la loro tonicità e previene la congestione della zona pelvica, rimuovendo il grasso eccessivo che si deposita sulla parete addominale.

 

 

 

Mula Bandha, la Radice

Nello Hatha Yoga Pradipika sono menzionati 3 bandha: Mula Bandha, Uddiyana Bandha e Jalandhara Bandha.

I bandha sono delle contrazioni muscolari che hanno lo scopo di convogliare l’energia in un punto preciso del corpo per evitare che avvengano dispersioni.

Degli altri due bandha parlerò successivamente, mentre in questo articolo ci addentreremo nello specifico nel primo, il Mula Bandha.

Mula in sanmula-bandha-intelligenceflamescrito significa radice, fonte, origine, ma anche causa, base o fondamenta. Questo bandha interessa i muscoli della regione inferiore dell’addome, cioè dall’ano al perineo. Il movimento di contrazione di questi muscoli deve essere direzionato all’interno, cioè verso la colonna vertebrale e verso l’alto, in direzione del nostro ombelico. Questa è anche l’area dove viene collocato il primo Chakra, il Muladhara (Mula= radice, fonte – adhara = sostegno o parte vitale).

Per aiutare i suoi studenti a trovare il Mula Bandha, Richard Freeman, uno dei più famosi insegnanti di Ashtanga Yoga, dà questo suggerimento: «Se espiri in profondità e molto lentamente, noterai che al termine dell’espirazione i muscoli del pavimento pelvico sono allena­ti naturalmente a espellere anche l’ultima particella di aria. È in questo punto che de­vi cercare Mula Bandha. È molto complesso ma, al tempo stesso, molto semplice».

mula bandaAttraverso  questa  tecnica agiamo  direttamente sul  plesso  pelvico  stimolando in questo modo  il sistema  parasimpatico  pelvico  che  ha  come funzione quella di allentare spasmi o blocchi presenti, molto spesso, nel basso dell’addome. Il concetto chiave è mantenere la contrazione imparando al contempo a rilassare la zona.

I benefici fisici che questa tecnica apporta sono quasi infiniti: favorisce la stabilità; permette un movimento più corretto e naturale degli arti; evita di comprimere la spina dorsale quando si esegue una flessione all’indietro; crea più spazio sotto l’addome, con vantaggi per le torsioni.

«Praticando Mula Bandha – spiega Freeman – si può sviluppare la consapevolezza precisa del­l’asse centrale del corpo. Si può imparare a eseguire i movimenti dalla parte inferiore dell’addome, in modo da sentire il pavimento pelvico e utilizzarlo per facilitare l’allineamento del corpo. Questa tecnica, inoltre, permette di integrare i movimenti nell’esecuzione degli asana e offre una sensazione di grande benessere. Si diventa più vivaci, più intuitivi, più sensibili e più abili a esprimere le sensazioni con ogni parte del corpo attraverso il movimento».

Ma attenzione: per gli occidentali, che hanno una vita spesso molto stressante, la pratica errata di Mula Bandha può avere un impatto più negativo che positivo. Infatti, nella nostra vita frenetica, la zona pelvica è già abbastanza sottoposta a tensioni causate da troppo lavoro, sentimenti di fallimento e delusione che molto spesso proviamo. Il risultato è che enfatiz­ziamo fin troppo la contrazione della zona pelvica, senza però sapere come rilassarla al contempo.Per capire se arre­ca vantaggi anziché svantaggi, la prima indicazione è sempre fidarsi delle proprie sensazioni. Se il bandha viene eseguito correttamente, si dovrebbe sentire una grande vitalità e una sensibilità più sviluppata, nonché una postura più salda e un rilassamento della schiena. Se l’esercizio non produce questi effetti positivi, allora è meglio non eseguirlo per un po’ e riprovarlo in un altro momento  valutandone nuovamente gli effetti.